caro diario

A volte ritornano

Una parola: imperdonabile!

So di esserlo, lo sono, anzi lo sono stata.

Lo sono stata perché ho deciso di aprirmi oggi, perché condividere i miei blocchi può farmi bene e mi può aiutare a superarli.

Ho creato questo blog per condividere la storia di un viaggio, il mio. Quindi scrivevo articoli nell’attesa di poterne davvero parlare di questo momento della mia vita, ma ora è diverso.

Perché? Perché sono nel mio periodo blocco, quando qualcosa mi piace visceralmente divento altalenante e come era successo per la musica è successo per la scrittura.

E mi giustifico dicendo che manca un mese al mio Matrimonio e che non posso costringermi a fare qualcosa che non mi va, che sarà colpa dell’ansia, perché chi non ne avrebbe se si sposa e poi si trasferisce?

Ma per un istante mi sono resa conto che stavo mentendo, è solo più facile non cercare di sviscerare come mi sento, è meno faticoso e doloroso a tratti. E ho deciso di avere coraggio.

Sono felice, per la prima volta nella mia vita credo di aver capito a spanne il concetto. Elettrizzata dal futuro, curiosa e pronta a buttarmi e ad abbracciare i miei progetti, quelli scritti sull’agenda verde acqua. Ma anche i progetti scritti su quella bianca e verde, quelli che riguardano la famiglia (no, non sto parlando di bambini).

Al tempo stesso, appunto manca un mese al matrimonio, il che implica dover sbrigare le ultime “rotture” perché parliamoci chiaro le ultime cose sono le più pesanti da organizzare, è il momento in cui rimpiangi di non esserti rivolta ad una wedding planner. Quel momento in cui davvero, non vedi l’ora che arrivi quel giorno goderti solo la festa.

Sto vivendo dei cambiamenti in una fase di stallo, che è strano a dirsi, ma è esattamente così, ho lasciato il lavoro ormai da qualche mese e sto cercando di trovare la giusta modalità per essere il capo di me stessa e devo ammettere che è meno facile di quanto immaginassi. E non sono neppure un capo indulgente.

Quindi nulla, sto cercando di imparare ad essere il mio capo mentre organizzo un matrimonio (ovviamente non sono sola, eh non mi partite coi pipponi “ma lui ti deve aiutare” ci siamo divisi i compiti e i miei e sono più duri 😂 del resto sono donna😂) , sistemo burocrazia, studio lo spagnolo, faccio un corso di approfondimento per Instagram e cerco di esserci attivamente per costruire la base del mio futuro. 2 robe proprio 😂.

Però la verità qui la posso dire, perché è una specie di diario. La verità è che il tempo passa velocemente e io me la faccio addosso 😂😂 non letteralmente. No dai. Ci riprovo.

La verità è che tra pochi mesi sarò a quasi quattromila km e certe persone mi mancheranno profondamente e quindi mi mancano già ora anche se sono ancora qui. Ma vedete che schifo di concetto, avrei dovuto spiegare?

Ora ho capito che invece ho bisogno di scrivere per stare meglio e quindi vi autorizzo a tartassarmi se non mi vedrete passare di qui almeno una volta alla settimana. Giuro.

Dopo questo sproloquio, vado a fare la prode aiuto chef e vi auguro buona serata 💕

caro diario

Il primo post del 2019 o il primo viaggio

Mi sono accorta solo ora di aver promesso un sacco di volte un articolo nel 2019, ma di non averlo mai scritto, quindi questo sarà il primo.

(Meglio tardi che mai è solo il 10 Febbraio 😂)

Come accennavo un paio di giorni fa sull’instagram non sono nemmeno stata in grado di definire la classica parola chiave dell’anno, un po’ per l’estrema mancanza di dono della sintesi e un po’ per una forte indecisione nella scelta tra due parole AMORE e VIAGGIO.

L’amore del resto è stata negli ultimi quattro anni (esattamente dal 15 febbraio) la parola d’ordine dei miei giorni, ma anche la FORTUNA ne è complice, perché si, per l’amore ci vuole anche un pizzico di fortuna. Ma quest’anno è comunque l’anno del coronamento, o almeno così si dice del matrimonio. Chi mi conosce, o ha imparato a farlo da queste righe, sa che non sono la classica ragazza che pianifica il proprio matrimonio fin da bambina, forse addirittura non ci avevo mai pensato, eppure ora mi sembra così giusto perché siamo noi, forse nel nostro caso inizi a pensarci nel momento giusto con la persona giusta.

Tutto questo sproloquio per dire che forse la parola dovrebbe essere AMORE, ma allo stesso tempo il 2019 è l’anno del viaggio e stavolta non metaforicamente per trovare una me stessa nascosta chissà dove (mi accontento delle mie “me” già ritrovate che fanno molta fatica a trovare accordo tra loro 😂), ma proprio del viaggio vero, con le valigie.

Mi piacerebbe dire valigie cariche di sogni (fa un sacco figo scrivere queste cose metafisiche), ma mentirei perché saranno cariche di vestiti che poi nemmeno indosserò, come sempre del resto 😂.

Saranno viaggi di sopralluoghi e di scoperte, alcuni unici e irripetibili e altri ricorrenti, ma sempre bellissimi, perché viaggiare riempie gli occhi e l’anima.

Dal primo viaggio sono rientrata da qualche giorno, dovevo raccogliere i pensieri e superare il rientro prima di scriverne, ma credo di essere pronta, ovviamente non sarà un resoconto del viaggio a tappe, perché non sono una travel blogger, io sono una di quelle sentimentali che parla dei luoghi in riferimento ai sentimenti e alle emozioni, insomma una romantica per farla breve.

In origine questo doveva essere un viaggio con le donne della mia famiglia, il viaggio che io, mia mamma e mia sorella non avevamo mai fatto insieme, non da adulte almeno. La meta ovviamente era stata scelta in base alla necessità (più mia) di tranquillizzarle in merito alla mie scelte di vita (ormai non troppo lontane) date da quella classica preoccupazione del “per lo meno vedono che andrò a stare bene” 😂

Purtroppo mia sorella non è potuta venire, lei ha una dedizione al lavoro invidiabile che non sono mai riuscita ad avere in nessuno dei posti lavoro che ho cambiato in questi 15 anni, ho sempre invidiato chi ha trovato la propria strada e giustamente quando l’hai trovata i sacrifici li fai, senza che ti sembrino tali. (Ma questo è un altro discorso e io divago troppo)

Quindi io e mia mamma siamo partite per Tenerife, io con qualche ansia e qualche valigia (piena di vestiti mai indossati 😂). Parlo di un’ ansia da prestazione dovuta al fatto di dovermela cavare senza aiuti, l’idea di guidare una macchina non mia in un paese straniero (chi mi conosce sa che io guido sempre, ma mai le macchine degli “altri”), di dovermi arrangiare con uno spagnolo arrabattato e organizzare una sorta di itinerario.

Tutte le mie ansie sono state vinte per merito di motivazioni più profonde, e ne vado piuttosto fiera, perché ho superato le mie paure per cercare di regalare a mia mamma un viaggio da ricordare, il primo insieme su quest’isola, volevo che avesse una buona impressione e degli ottimi ricordi.

Questo viaggio mi ha insegnato più di quanto sperassi, sia nel conoscere e superare i miei limiti, sia nel rapporto con mia mamma, un rapporto che è sicuramente migliorato in questi anni, da quando non siamo costrette a stare insieme, ma scegliamo il tempo da dedicarci.

E la mia futura “casa” si è dimostrata bella e accogliente, calda e confortevole e il fatto di averla condivisa me l’ha fatta amare ancora di più. Un po’ come avessi bisogno dell’approvazione 😂.

Insomma alla fine in un viaggio per me sono importanti i sentimenti e quindi torniamo ancora all’amore.

Ecco perché alla fine non sceglierò tra AMORE e VIAGGIO, ma li abbraccerò entrambi.

❤️

caro diario

Quando l’articolo che devi scrivere è un altro.

È tutto il giorno che temporeggio, ho due/tre articoli scritti su carta straccia con una pessima calligrafia da pubblicare, ma non ero e non sono in vena per nessuno di loro.

Questo periodo è molto strano per me, alterno momenti di massima euforia ed emozione a momenti di stanchezza e massimo sconforto. Sento che dovrebbe essere tutto facile, ma sembra sempre più difficile, come se mi imbattessi continuamente in ostacoli, sbattimenti e delusioni.

Mi sono convinta che deve essere così, che il mio ultimo anno in Italia debba fare in modo che io non ne senta affatto la mancanza, che poi non sarà mai così.

Si, mi piace lanciare delle bombe con noncuranza e proseguire il discorso, ma credo sia doveroso spiegare a voi che leggete queste righe questo progetto di vita, perché questo blog è nato principalmente per questo, per accompagnare il viaggio, per documentare la strada e non perdere il segno.

Qualche mese fa, non senza preoccupazioni e molti dubbi, io e il mio compagno abbiamo deciso di provare a costruirci una nuova vita in un’ isola a 4000 km dove è primavera (quella calda) tutto l’anno, dove c’è pure l’oceano e un vulcano.

A gennaio 2020 ci trasferiremo a Tenerife, probabilmente a Santa Cruz, ma per i dettagli abbiamo tempo, anche se organizzare un matrimonio, un trasferimento, avviare un’ idea di business, imparare una nuova lingua e lavorare è molto impegnativo, ecco perché ogni tanto sono latitante.

La nuova direzione per questo blog è affrontare questo cammino con me, oltre a parlare delle solite cose, vorrei portarvi con me e condividere questo viaggio, anche per vivermelo più a fondo, con più consapevolezza. Nulla è facile da affrontare, i cambiamenti spaventano, ma mettere tutto nero su bianco aiuta anche a focalizzare.

Il motivo? I motivi? Sono svariati partendo da quello più scontato e più ovvio ovvero che ho sempre sognato di vivere al mare, ma so che detta così sembra banale, in realtà abbiamo voglia di provare a vivere una vita diversa, lontana da questi ritmi, lontana da curriculum vincolanti, lontana dal portarsi il lavoro a casa, ma lavorando da casa, lavorando per noi stessi e per il nostro futuro, prendendoci il nostro tempo, godendo del nostro tempo.

Anche questo sembra forse un po’ riduttivo, cosa ci può essere di riduttivo nell’ ammettere che siamo molto felici, ma forse saremmo molto più felici a provare a realizzare dei sogni, pur avendo sempre i piedi per terra?

Diariodiunascappatadicasa è molto più che un blog per me, è una scommessa su me stessa, è la mia idea di futuro e il futuro al tempo stesso, è nata per accompagnare ed essere questo viaggio, per conoscermi e per creare un mondo tutto mio e invitarci delle persone.

Ci sono moltissime idee, tantissimi progetti, che da domani voglio iniziare a raccontare, stasera è tardi e ho sganciato la bomba più grossa, una delle più grosse.

Ora che ho svelato questo segreto, sarà tutto più semplice, perché parlarne lo fa sentire più vero e più vicino ma anche più doloroso da un certo punto di vista, non è facile lasciare la propria famiglia, la proprie amicizie e la propria città, perché non smetteranno mai di mancarci, ma so che forse certi legami si rafforzeranno e capiremo cosa è davvero importante e chi.

Tutto questo è una sfida e io voglio giocare a credere in me stessa, perché si inizia giocando e poi forse ci si crede davvero.

Ho altri articoli da pubblicare, ma quello che davvero volevo dire era questo, in tutta la sua semplicità, senza pensare troppo e alla rinfusa, spero non siate delusi, ho pensato molto a come dare la notizia, ci ho pensato talmente tanto che alla fine ho pensato di farlo così come veniva. E sono già un po’ più felice.

Buonanotte