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Coalizziamoci #nofollowersfake

Prima di scrivere questo articolo, ho aspettato qualche mese dalla nascita del mio progetto, perché come tutte le cose specialmente all’inizio, vuoi non dare il beneficio del dubbio?

Sappiamo benissimo che per un nuovo brand che nasce è importantissimo sapersi vendere nella maniera corretta sui social, e non fidatevi di chi vi dice che è diventato famoso per caso o non ha usato alcun accorgimento per fare crescere il numero dei suoi followers sui propri social, sono baggianate, grandi e grosse.

Nel mondo dei social, la vetrina più importante e più gettonata è certamente Instagram, che ci permette di mostrare al mondo il nostro lavoro o hobby che sia e ci offre gli strumenti per intrattenere rapporti con le persone, per confrontarci o per acquisire nuovi clienti.

Quindi quando è nato il diariodiunascappatadicasa, ho creato un nuovo account di Instagram, Facebook e Twitter.

Oggi mi soffermerò a parlare proprio di Instagram, delle dinamiche che lo coinvolgono, delle persone poco oneste, del famoso logaritmo e dei followers fake.

Inizio con il dire che stamattina la mia pagina Instagram contava 233 iscritti, non mi lamento perché comunque queste 233 persone seguono proprio me e non sono comunque poche se le pensiamo tutte in una stanza, ma voglio aggiungere che se il fenomeno “follow to follow” o “fake followers” non esistesse io a oggi di iscritti nei avrei ben 647 che se permettete è un po’ diverso.

Per le piccole pagine, come la mia, crescere su Instagram è diventato quasi impossibile, perché a meno di sponsorizzazioni i nostri feed sono poco visibili grazie al nuovo algoritmo che sceglie per noi cosa mostrarci e quale rilevanza dare al contenuto.

La formula tiene conto di 3 fattori principali: interesse, tempestività e relazione – ed altri tre fattori ausiliari legati all’uso più o meno regolare dell’app – frequenza, seguito e utilizzo, shakerando otteniamo la formula magica che determina ciò che vediamo nelle nostre bacheche.

Ok, che Instagram non nasconde nessun contenuto perché andando sulla singola pagina di ciascuno, tutti i post sono perfettamente visibili (ovviamente parlo di pagine pubbliche), ma se il mio contenuto non ottiene un numero abbondante di like poco dopo la pubblicazione, potrebbe passare inosservato, anche se è originale e frutto del mio lavoro di giorni o ore.

Infatti l’algoritmo privilegia i post con un alto engagement quindi tutto dipenderà da quanti follower abbiamo, da quanto siamo attivi sulla piattaforma, da quante interazioni abbiamo, gli hashtag che utilizziamo e la qualità dei contenuti.

La spina nel fianco è però rappresentata da tutte le società nate per vendere followers illegalmente, cari utenti di Instagram abbiate una morale, l’immagine del vostro brand è importante, ed è importante mantenere un’integrità, se io fossi una grande azienda non vorrei collaborare con chi ha grandi numeri, ma finti.

La pubblicità è importante se raggiunge un bacino vero di clienti, quindi grandi aziende fate attenzione all’influencer a cui scegliere di affidarvi per rappresentare i vostri prodotti e il vostro brand.

La piaga principale sono comunque i cari followers fake, o follow to follow, persone che ti seguono in media per 4 giorni e poi ciaone, queste persone insultano i nostri contenuti e la nostra intelligenza, perché se un contenuto ti piaceva 4 giorni fa, ora perché ti cancelli?

Instagram è certamente a conoscenza di queste problematiche, ma non ha nessuna convenienza nel cercare di combatterle, in vista anche del nuovo programma di monetizzazione e dell’introduzione dei video fino a 1 ora, l’intento è soppiantare YouTube (che è uno schifo già da anni) non di certo permettere ai piccoli di diventare “bocche da sfamare”.

Forse per l’algoritmo non possiamo fare nulla, ma possiamo combattere le ingiustizie, anzi dobbiamo, siamo piccoli, ma siamo tanti, so che ormai le persone hanno perso la buona abitudine di far valere idee e diritti e che nessuno manifesta più nemmeno se il paese va a rotoli (e va a rotoli), non vi chiedo di scendere in piazza, vi chiedo di unirci e cercare di fare squadra sovvertiamo il sistema, rompiamo le palle, diamoci da soli la visibilità che meritiamo.

Compatti, dritti alla metà!

Serie Tv del momento Rubrica

– Serie Tv del momento – capitolo 5 – Il miracolo

E come tutte le settimane, eccoci al Lunedì della rubrica “serie Tv”, oggi come già accennato a chi mi segue su Instagram e Facebook, parliamo della serie drammatica italiana ” Il miracolo”, ideata e diretta dallo scrittore italiano Niccolò Ammaniti. La serie è stata trasmessa per la prima volta l’8 maggio 2018 sul canale satellitare Sky Atlantic, ed è composta di 8 episodi della durata media di 50 minuti.

Io lo definirei drammatico spirituale, lo scrittore infatti, al suo debutto come regista, incentra la serie sulla fede, sul potere,su i dilemmi della scelta e le speranze a cui le persone si aggrappano per restare a galla.

Nell’irruzione nel covo di un boss della ‘Ndrangheta, viene ritrovata una statua in plastica raffigurante la Madonna che piange sangue (litri e litri) questo evento, che nel corso della serie rimarrà inspiegabile (ovviamente), avrà delle ripercussioni sulle vite di chi entrerà a contatto con questa statua.

Le vicende si susseguono in uno scontro ideologico sacro e profano, tra fede e scienza, tra reale e irreale.

I personaggi, dal primo ministro Pietromarchi a Padre Marcello, risultano tormentati da forze opposte, la Madonna cambierà le loro vite per sempre in modo irreversibile.

Anche le donne di questa serie non sono da meno (tormentate), la first lady è una donna irrequieta (infelice) che cerca la sua valvola di sfogo rifugiandosi in comportanti sconsiderati, una madre che ha problemi a comunicare con i suoi figli, anch’essi tormentati, con comportamenti a dir poco inquietanti.

Ci sono poi Sandra la biologa, che rappresenta la “fazione” della scienza, che si ritrova ad affrontare il dubbio causato dall’inspiegabile, e Clelia, innamorata da sempre di Marcello, che lo ama incondizionatamente anche se conosce tutti i suoi eccessi e intrallazzi da truffatore.

La colonna sonora è stata curata dal compositore messicano Murcof, grande impatto ha la sigla “il mondo” cantata da Jimmy fontana, canzone cara ad Ammaniti e che era già stata scelta in fase di stesura della sceneggiatura, affiancata a immagini sacre, ovuli e spermatozoi al microscopio e il dettaglio di una bocca candida che abbozza un sorriso di una statua raffigurante la Madonna (non quella lacrimante della serie) che nello spettatore provocano uno shock, una spaccatura, uno stato di crisi che scatena la ricerca della soluzione. (Che però non c’è)

L’andamento è tipico dei suoi romanzi: un evento scatenante che ti conduce oltre e l’intera idea si avvicina a quella del romanzo; La Madonna si presenta come il miracolo, ma il suo impatto è pari a quello di qualunque cosa violi le leggi ordinarie dell’universo che conosciamo, vedremo quindi delinearsi diverse reazioni da parte dei diversi personaggi coinvolti, proprio come nei telespettatori.

Le storie dei personaggi sono indipendenti e hanno senso compiuto di per se, anche se a volte le vicende si intrecciano intorno al miracolo.

Sicuramente va riconosciuta a Ammaniti la forte caratterizzazione dei personaggi, nelle mille sfaccettature che li delineano come unici, senza tralasciare gli aspetti meno positivi, mettendo a fuoco forza e debolezza, sempre a sottolineare lo scontro ideologico alla base della serie.

Ho trovato però una certa confusione nelle vicende, che ammetto, potrebbe essere dovuto proprio all’idea dell’incomprensibile che vuole essere rappresentata, ma che per gusto personale ho trovato un pò troppo accentuata, ovviamente si tratta di gusto personale.

Ho deciso di guardare questa serie, spinta dalla forte pubblicità di Sky che la promuoveva come “serie dell’anno” e pensando alle produzioni Sky come Gomorra, ecco se la guardate con questi presupposti forse rimarrete delusi perché Gomorra è Gomorra. Ho riflettuto per giorni prima di scrivere questa recensione perché a primo impatto direi che non mi è piaciuta, ma c’è comunque un filo che mi teneva incollata allo schermo, come succede con i romanzi.

Ancora oggi resto a tratti basita, ma se dovesse esserci una seconda stagione la guarderei, quindi per ora il mio voto è “rimandato a settembre“.

Su questa serie più che mai vorrei confrontarmi con chi l’ha seguita, per capire se forse mi è sfuggito qualcosa, quindi se vi va lasciatemi un commento con la vostra opinione 🙂

Io intanto vi ringrazio e saluto! per questa settimana è tutto, a lunedì prossimo!

Buona visione!

Serie Tv del momento Rubrica

– Serie tv del momento – capitolo 4 – The originals

Buon lunedì a tutti, bentornato a chi mi legge ogni lunedì e benvenuto a chi incappa nelle mie parole per la prima volta.

Questa settimana è la volta di “The originals” la serie fantasy statunitense, nata come spin off di The Vampire diaries, che debutta ad Ottobre 2013 sull’emittente televisiva The CW.

La serie è per lo più ambientata nel quartiere Francese di New Orleans e si incentra sulle vicende di Klaus ibrido originale e della sua famiglia.

Il suo personaggio è eternamente diviso tra la malvagità e la follia, nonostante sia un assassino metodico e paziente è un grande elaboratore di piani efficaci volti a liberarsi dei suoi nemici. Trattandosi di un originale appunto, può essere ucciso solo da un paletto di legno di frassino bianco, come narra la leggenda.

Di lui si sa che ha combattuto nell’esercito di Carlo Magno e nella guerra di Troia e che dopo la caduta dell’impero romano si stabilì in Germania.

La serie si sviluppa in 5 stagioni dove Klaus e la sua famiglia affronteranno nemici sempre diversi, consanguinei compresi e solo l’amore per la figlia avuta con Hayley terrà tutti saldamente uniti per salvaguardare il bene comune: la sua felicità.

New Orleans offre una cornice perfetta al folklore che questa serie dipinge, la magia delle streghe, la musica per le strade, le parate e i riti Pagani.

Tutto ciò non toglie che la serie sia lenta a tratti noiosa, in molte puntate non succede quasi nulla e sicuramente è un cast meno “attraente” di The Vampire Diaries.

Tirando le somme, anche se nel corso delle ultime stagioni Klaus e la sua famiglia mi sono “quasi” simpatici il mio voto è 5,5, questa serie doveva finire con la morte del padre di Klaus il primo nemico.

Premetto che per questo motivo mi manca ancora qualche puntata alla fine, ma ovviamente c’erano serie tv più allettanti che avevano la precedenza.

Lo finirò, quando avrò finito il resto!

Come al solito vi chiedo di condividere la vostra opinione se vi va, buona visione e a Lunedì prossimo per la prossima serie.