Tecnologia

Lunga vita al mio iPhone 6s

Come anticipato, oggi parlo della mia esperienza con il problema di batteria del mio dispositivo (scusatemi ho sempre sognato di scriverlo, fa figo😂).

Premetto che il mio iPhone è trattato come una reliquia e nei suoi 2 anni e mezzo di “vita” non ha mai fatto un solo giorno senza la sua cover, questo per rendere l’idea della cura che ho per i miei oggetti personali.

Sappiamo, però, che il problema alla batteria da iPhone 6 in avanti non è certo imputabile alla negligenza degli utenti o alla mancanza di cura del singolo, deriva da aggiornamenti rilasciati direttamente da Apple a partire da IOS 10.2 ad oggi, con qualche aggiustamento temporaneo qua e là.

Infatti a tal proposito posso dire che i miei problemi sono iniziati circa 1 anno e mezzo fa a mesi alterni fino ad esplodere definitivamente con iOS 11.3.1, è possibile tra le altre cose verificare, con quest’ultimo aggiornamento, lo stato di capacità massima di ricarica della nostra batteria (Apple consiglia il cambio della stessa quando questo indicatore scende sotto l’80%).

Tengo a precisare in tutto questo che in questo anno e mezzo le indicazioni di Apple a riguardo sono state vaghe e imprecise, fino a Gennaio di quest’anno quando finalmente Apple ha rilasciato pubblicamente le scuse, ammettendo che il rallentamento delle prestazioni è causato dall’invecchiamento della batteria nel tempo.

Si perché poi iniziano i problemi con i rallentamenti e il Wi-Fi ed è tutto collegato.

Apple dichiarava infatti:“Tutte le batterie al litio diventano meno efficaci quando invecchiano, è una cosa naturale.Una batteria vecchia chimicamente diventa anche meno capace di erogare carichi di picco, specialmente quando la batteria è quasi scarica, risultando cosi un aspetto negativo in molte situazioni.”

Le scuse e i chiarimenti arrivano molti mesi dopo il nascere del problema vissuto in una totale mancanza di informazione. In concomitanza Apple riduce il costo previsto per la sostituzione batteria da € 89 a € 29, mossa obbligata, e comunque parzialmente non gradita, infatti a mio parere la sostituzione per i casi in cui la batteria ti molla al 50% di carica doveva essere gratuita. (quello che è successo a più riprese a me).

 Comunque due settimane fa esce questo aggiornamento, lo faccio, come tutti gli aggiornamenti sperando che stavolta il problema si risolva (soprattutto quello di connettività Wi-Fi dei giorni precedenti il rilascio), nulla si risolve, ma scopro che il livello di capacità di ricarica della mia batteria è al 76%.

 L’apoteosi si raggiunge in concomitanza della mancanza di segnale 4g, la carica dira circa 2 ore senza toccarlo. Esasperata vado in Apple store e prenoto il cambio batteria (avendo questo problema coinvolto molti modelli e molte persone bisogna aspettare qualche giorno) e passo la seguente settimana con power bank (3) sempre in borsa.

Arriva il sabato, e mi reco al Genius Bar, 2 ore dopo il mio telefono ha una nuova batteria al costo di € 29, una nuova batteria scarica 😅, mi informano che la batteria infatti deve fare un primo ciclo di carica completo.

Noto fin da subito che il tempo di ricarica è decisamente più lungo rispetto a prima, ovviamente dovuto al fatto che ha giusto quel 24% in più da ricaricare a disposizione ora, e anche lo stesso consumo è molto più lento, e finalmente la velocità di funzionamento è stata ripristinata.

Anche il Wi-Fi sembra andare meglio, anche se ho ancora qualche problemino, ovviamente sto ancora testando il cambio e tutti i vari tipi di utilizzo, 4 giorni sono un po’ pochi per dare un giudizio, quindi probabilmente, più avanti seguirà un aggiornamento a questo post.

Nel frattempo lunga vita al mio iPhone 6s, che finisco di pagare questo mese 🤣😉.

sport

Riflessioni a freddo sulla vicenda Buffon

Cari amici uomini se pensate che “la pallavolo è per le femminucce e il calcio per i maschietti” questo post non fa per voi.

Mi piace il calcio, si, e non me ne vergogno, forse un po’ mi vergogno di buttare giù il palazzo quando gioca la mia squadra, ma dettagli…

Ho riflettuto a lungo se pubblicare o meno questo post, perché ne ha parlato chiunque e anche perché non ritengo bello infierire sulle debolezze, ma alla fine eccomi qua.

Temo che l’episodio dell’espulsione al Bernabéu sia qualcosa di tremendamente diseducativo per tacere, non ho intenzione di criticare Buffon come persona, come invece hanno fatto in molti, ma come sportivo.

Come sportivo ha perso, e non soltanto perché non vincerà la champions (nemmeno a sto giro, che era pure l’ultimo) ma soprattutto per il cattivo esempio dato in campo e fuori dal campo.

Penserete che io sia una moralista del cazzo, probabilmente in parte lo sono pure, ma io credo che tutti da bambini ci siamo ispirati al nostro idolo e credo che il nostro portiere nazionale lo sia per molti e che uno sportivo della sua portata sappia di esserlo, beh proprio per questo il suo comportamento non si può in alcun modo giustificare.

Vedere espulsioni per proteste non è così raro e vista l’importanza del match su quello si può pure sorvolare, ma quanto dichiarato in seguito, quello no a mio parere su quello non si può biasimare.

La storia del bidone, delle patatine con la sprite e la sensibilità dell’arbitro, quella se la poteva proprio risparmiare ( e non ditemi “poverino non aveva ancora fatto la doccia” perché parecchi giorni dopo in un intervista andata in onda nel programma “le iene” ha dichiarato, seppur con toni diversi, le stesse bestialità)

Primo perché che ti piaccia o no ( e spesso vi sono tornati utili ) gli arbitri fanno il loro lavoro, eh si a volte sbagliano ( in buonafede o malafede a seconda dei casi ) ma nello specifico il Sig. Oliver non ha sbagliato nulla, anzi ha avuto il coraggio che altri arbitri non avrebbero avuto e mai avranno.

Il rigore era netto e la partita non era finita fino a prova contraria, l’espulsione per proteste ci stava tutta.

Secondo, ma che sensibilità avrebbe dovuto avere questo arbitro? “La partita va valutata nei 180 minuti” se davvero avesse dovuto valutare se concedere o meno il rigore seguendo questo criterio, avrebbe anche dovuto tener conto che 90 di questi non erano proprio rosei per la Juve eh.

Terzo, caro Gigi, bisogna saper riconoscere i propri errori, chiedere scusa quando si sbaglia ed essere umili, perché quello che è successo non è un furto, ma il GIOCO del calcio.

Una brutta figura, questa faccenda non andrà nel dimenticatoio molto presto, e credo che sia grave quanto la testata di Zidane ai mondiali 2006. Si, quella che ci ha fatto vincere l’ultimo mondiale. Ed è un peccato alla fine di una carriera brillante venire ricordati per questi episodi discutibili.

Forse le mie considerazioni non piaceranno più di tanto ai tifosi juventini, ma vi invito a riflettere dal punto di vista dei valori soprattutto dell’onestà, la rabbia e la delusione ci stanno tutte, ma quando una persona che dovrebbe essere d’esempio sbaglia, lo si deve riconoscere.

L.

Attualità

Usiamo il cervello, questo sconosciuto

Lo scandalo che ha coinvolto la società di Mark Zuckerberg a seguito del caso Cambridge Analytica, pone l’attenzione sul concetto di “libero arbitrio”, i fatti li conosciamo tutti, da settimane non si fa che parlare di questo, in tutte le salse; di come i dati sensibili di 87 milioni di persone siano stati acquisiti da società terze per influenzare le nostre abitudini ( che si tratti del partito politico da votare alle elezioni o della commercializzazione di prodotti miracolosi in fatto di cosmetica o perdita di peso).

Si perde di vista, però in tutto questo scalpore, un fattore importantissimo ovvero l’individualità delle persone, mi spiego meglio, il principio è lo stesso del ” se qualcuno ti dice di buttarti da un ponte, lo fai?” la risposta dovrebbe essere “certo che no” allo stesso modo se un’ inserzione presentata su Facebook non ti piace perché dovresti leggerla o in qualche modo sentirti influenzato?

Oltre modo, è una vita che società terze acquisiscono i nostri dati con una facilità terrificante, e non solo tramite social, avete mai letto le scritte in piccolo sui contratti relativi alla clausole del trattamento della privacy o dei dati sensibili ( i “famosi acconsento”)? queste clausole sono presenti in ogni tipologia di contratto (telefonici, utenze, assicurazioni) o nei casi più eclatanti le tessere di raccolta punti dei vari supermercati.

Da anni quindi regaliamo i nostri dati a qualsiasi tipo di società, un pò per disattenzione nella compilazione dei contratti o un pò perché comunque in Italia, almeno ci sono un sacco di società disoneste che vendono i loro pacchetti clienti al miglior offerente solo per guadagno.

In un epoca in cui, veniamo bombardati più volte nella stessa giornata dalla chiamate di call center ( che ormai non chiamano più a casa) che ci propongono qualunque tipo di servizio o prodotto e conoscono benissimo i nostri contatti, generalità e indirizzo di residenza; ecco, come facciamo a non chiederci il perché e cosa ci sta dietro?

Possiamo crocifiggere il sig. Zuckerberg per il caso Cambridge Analytica? (che è solo il più eclatante ma non sapete quanti altri casi analoghi sono stati insabbiati), quando una persona decide di iscriversi ad un qualsiasi social, ha a cuore la sua privacy?

Ma il punto focale del discorso è “siamo esseri pensanti o no?” a me pare che l’evoluzione delle specie ci sia stata, forse le elezioni negli USA e anche in Italia sono state condizionate, ma ciò a mio parere mette in risalto solo una cosa: chi sta sopra di noi ( non parlo di Dio anche se molti di questi personaggi credono a modo loro di essere al pari) crede, e forse a volte con una certa cognizione di causa, che siamo delle marionette influenzabili, e forse tutto ciò che dovremmo fare, è reagire e dimostrare che non è cosi.

Personalmente non aderirò alla campagna #deletefacebook a cui per altro nonostante tutta questa polemica ha aderito solo il 9% degli iscritti al social, credo invece che sia utile una sensibilizzazione che ci aiuti a dare il giusto valore alle cose e alle prospettive.

Dovremmo proporre come obbligatoria la materia alla stregua dell’educazione sessuale nelle scuole perché da li si deve cominciare. Va insegnato a pensare con il proprio cervello e valutare il giusto e sbagliato. 

Limitiamoci a pensare ai social come una piattaforma dove abbiamo ritrovato i nostri compagni di scuola che non vediamo da 20 anni o dove possiamo tenerci aggiornati con gli eventi della nostra zona, condividere notizie verificate, fotografie e ricordi; insomma usiamoli in modo costruttivo per fare in modo che non intacchino il nostro valore.

In conclusione Facebook non è il male, il male siamo noi se non decidiamo di usare il cervello.

L.

Uncategorized

Mi presento più o meno

Benvenuti nel mio mondo, spiegare questo progetto è complicato, ma partirò con il dire che questo progetto nasce con me e per me, per dimostrare principalmente a me stessa che sono cresciuta e che posso farcela, il che non significa che “farcela” sia l’obiettivo eh.

Significa tutt’al più prendere atto del mio lato creativo, a tratti anche poetico, e renderlo una componente di me di cui non vergognarmi più.

Ho sempre vissuto divisa in due, tra la ricerca costante di un equilibrio necessario per vivere la nostra società e la follia, il mio estro, le mie mille idee al secondo; bene questa volta ho deciso che una delle mie idee può emergere, voglio ripartire da zero e provare a concretizzare.

Qui leggerete esclusivamente quello di cui mi va di parlare, non ho intenzione di avere un tema rigido da rispettare, un giorno potrei parlare di politica e quello dopo di scarpe, senza che il che mi faccia sentire più o meno professionale, e vi avviso ho molti interessi quindi i temi saranno svariati 🙂

L’unica cosa che farò per evitare di farvi impazzire, come ogni tanto succede a me sarà inserire della sezioni, lo prometto!

Vi ringrazio, perché se state leggendo queste righe forse siete solo curiosi o forse avete deciso di concedermi una possibilità!

A presto

L.